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Sull'artista

Articolo in Panorama

La pianista Sofiya Chaykina ha appena 25 anni ma sta per terminare il suo percorso di specializzazione al Conservatorio di Milano, dove si è dimostrata studentessa molto brillante: i suoi ultimi 4 esami hanno riscosso il massimo voto (30 e lode), cosa mai successa nella storia del Conservatorio! Per unanime giudizio, il suo talento al pianoforte sfiora la genialità, commuove l’ascoltatore e colpisce gli esperti. Non a caso, nei mesi scorsi, un docente del Conservatorio di Berlino, sentita una sua esecuzione, l’ha subito invitata per un master nella capitale tedesca. Sofiya è bionda, delicata, snella. Sembra una ragazza fragile ma riesce a trasferire nelle dita che toccano la tastiera una forza spirituale straordinaria. Da quest’anno nel suo repertorio è entrata la Sonata #7 di Sergei Prokofiev, detta "L’Infernale" perché parte di una trilogia delle sonate di guerra Prima di venire a Milano, Sofiya Chaykina si è laureata presso il Collegio Chopin di Mosca, con docenti di alto livello e professori che sono pianisti famosi a livello internazionale. Un particolare della sua biografia studentesca: dopo la prima audizione al Conservatorio di Milano, la sua tutor le ha proposto lei studiare direttamente nel master e non per corso di laurea triennale, ma lei ha voluto assorbire la tradizione italiana del suono di pianoforte e per questo motivo ha intrapreso lo studio classico del programma.

Il posto

Premi e concerti in abstract

Sofiya Chaykina ha iniziato gli studi di pianoforte all'eta di 4 anni. Si è diplomata al collegio Frederic Chopin di Mosca e, in questo momento, sta ultimando gli studi presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, sotto la guida della Prof.ssa Silvia Limongelli. Vincitrice di numerosi concorsi internazionali in Europa, si è aggiudicata anche il premio nazionale italiano Antonio Bertolucci e tanti altri premi italiani. Si è messa in luce come solista nella Sala Verdi, in cui ha eseguito il Concerto K 595 di Mozart con l'Orchestra Sinfonica del Conservatorio. In seguito, ha suonato con l'Orchestra il concerto di Pulank. Ha fatto i concerti con orchestra in Ukraina, Russia, Italia e Svizzera. Tutti e tre i compositori sono stati protagonisti di una particolare e struggente stagione, il Romanticismo, che ha avuto il massimo splendore tra la fine del Settecento e la prima metà dell’Ottocento. La personalità romantica, al contrario di quella classicista o illuminista, ha un debole rapporto con la realtà sensoriale: vive con la testa nelle nuvole, crede nei sentimenti, ambisce all’Assoluto. Nato in Germania con la filosofia tedesca di Schelling, il Romanticismo si propaga velocemente in tutta Europa e diventa un genere che dilaga in ogni forma di creatività: nella pittura, nella letteratura e nella poesia, ovviamente nella musica (che forse ne è stata addirittura precursore). Oltre a Chopin, Schumann e Mendelssohn, erano romantici anche Schubert e Brahms.

Frédéric Chopin La sua era una normale famiglia polacca. Ma lui, già a 8 anni, veniva proclamato come un genio del pianoforte, a cui si dedicava con passione, con inesauribile fantasia nell'improvvisazione e forse con un pizzico di ossessione infantile. Poco dopo, nell’adolescenza, Chopin era un giovane di bell’aspetto e di modi cortesi, perfetto per le feste nei grandi saloni delle case nobiliari. Al 19 anni ha iniziato a tenere dei concerti a Vienna e si è imposto come pianista virtuoso. Tre anni dopo, a 22, il grande passo: il suo primo concerto personale a Parigi, esordio dal sucesso clamoroso. La vita di Chopin viene fortemente influenzata dalla sua più importante relazione, quella con George Sand. Lui aveva 28 anni, lei sei di più. Convivevano senza essere sposati, motivo di grande scandalo per l’epoca, tanto che durante un loro soggiorno a Maiorca, in Spagna, nessuno voleva affittargli la casa e avevano trovato riparo in un monastero vuoto (era rimasto solo un frate che curava la tubercolosi di Chopin con le erbe medicinali). Per il compositore l’isola di Maiorca è stata un luogo pieno di ispirazione: giorno e notte si riversava sul pianoforte a comporre, terminando così il ciclo di 24 preludes - uno dei piu lirici cicli di tutta la storia della musica. Dopo la Spagna, Chopin si è trasferito a Londra ma, a soli 39 anni, è morto. È stato seppellito al Père Lachaise di Parigi, a eccezione del cuore che, come da sua espressa richiesta, è stato portato a Varsavia. Nel romanticismo di Chopin il tema della nostalgia per la Patria perduta era rilevante e ha in qualche misura influenzato la sua creazione musicale, con un velo di tristezza Chopin etudes – Si tratta di esercizi molto metodici: ogni étude ha una propria tecnica. Ma sono talmente belli (e ciascuno di loro ha un così spiccato carattere) da renderli brani da concerto! Prelude in e minor – È uno dei brani più lirici di tutta la raccolta. Evoca i ricordi di qualcosa di bello che è stato perduto per sempre. Ci sono ricordi delle vecchie arie italiane, dette "lamenti". La melodia insegue il disegno di raccontare qualcosa molto caro e intimo, ma non riesce del tutto : per un attimo riprende forza ma è un’energia che evapora rapidamene e riprende il suo lamento triste. Il Prelude è una chiara perturbazione dei sentimenti all’interno di un’anima sensitiva. Scherzo. Prima di Chopin questa parola indicava leggerezza, gioco (così era, per esempio, in Beethoven). Ma con lui diventa una musica estremamente seria : eccitata, drammatica, spessa tragica o cupa. Impulsività dei ribelli, protesta e confusione sono gli elementi di queste opere. Siamo nel cuore dello Sturm und Drang, cioè l’apoteosi del Romanticismo.

Schumann "Carnevale di Vienna" op.26

Robert Schumann – È stato forse dei piu' sensibili compositori di tutta la storia della musica. Il suo professore diceva che aveva un animo troppo sensibile per diventare un virtuoso del pianoforte, tenuto ad esercitarsi dall’alba al tramonto, ma anche che, se fosse riuscito, sarebbe stato il piu' grande pianista e compositore d’Europa… Schumann aveva infatti cominciato a comporre musica a 10 anni, benché da piccolo fosse anche scrittore e benché la famiglia lo indirizzasse agli studi di giurisprudenza. L’interesse per la musica ha comunque finito per prevalere su ogni altra cosa e lui con tanta passione si esercitava tutto il tempo possibile, fino a procurarsi dei problemi fisici : il dito medio della mano destra si è a un certo punto paralizzato, impedendogli di fatto di suonare. Ma non di comporre la musica emozionata e seria che lo contraddistingue. "Carnevale di Vienna"è un’opera scritta durante la massima fioritura del talento, quando le forze della sua anima creativa e geniale erano al massimo grado. Nello stesso periodo, lui e la fidanzata combattevano con i genitori di lei per ottenere il permesso di sposarsi, permesso che veniva negato o anche solo rinviato per un dissidio sulla scelta della città in cui vivere. I genitori di lei prerendevano che restassero a Vienna, capitale indiscussa della musica del tempo e luogo perciò ideale per lei (pianista) e per lui (compositore). È in quegli anni che Shumann ha cominciato a pubblicare il suo giornale sulla musica, ma senza sucesso. Solo qualche mese dopo abbandonerà la capitale austroungarica, che gli era apparsa ben distante dalla “città di Beethoven” e invece assai supina alle chiacchiere inutili e ai valzer di Strauss. Per quanto il rapporto di Schumann con Vienna non sia stato semplice, le emozioni provate per il carnevale di Vienna sono rimaste nella sua memorie e nel suo animo, diventando poi un ciclo unico di 5 brani brillianti.

Felix Mendelssohn Di elevato ceto sociale (il padre era un banchiere), ha ricevuto un’istruzione ampia e di livello. A Berlino, da piccolo, entravano in casa sua gli intellettuali della sua epoca: Heinrich Heine, Goethe, Jacob Grimm (uno dei fratelli), Veber, Paganini e altri. Poliglotta e viattoreeuropeo, era comunque molto legato alla cultura e tradizione tedesca, per questo a 16 anni ha rifiutato la proposta del rettore del conservatorio di Parigi (il famosissimo compositore italiano Cherubini) di recarsi a studiare nella capitale francese. Ha però coltivato la sua grande passione per il coro tanto che nel 1829 ha organizzato la prima esibizione della “Passione secondo Matteo” di Bach, dimentica da tutti per circa cento anni. Dobbiamo a Mendelssohn il rientro di Bach nella nostra tradizione musicale. Appassionato in particolare dei classici viennesi, ha fondato a Lipsia il primo conservatorio tedesco, dove avrebbe invitato come professore Robert Shumann. La sua vita era talmente piena e frenetica che le forse lo hanno abbandonato presto : a meno di 40 anni è scomparso, in un momento di massima espressione del suo genio. Le sue Variations Serieuses erano una protesta contro la musica di moda e leggera, nella quali la "variazione" costituiva solo un’occasione per alimentare il narcisismo del pianisto virtuoso. L’opera, che contiene 17 variazioni, è stata composta per inaugurazione a Bonn la statua di bronzo di Ludwig van Beethoven. Si tratta sicuramente di una delle partiture più famose della musica classica pianistica ed è ancora oggi un brano che viene eseguito con deferente passione da ogni pianista.