Sant’Antonio Abate - Affacciata sull’omonima via con un sobrio prospetto neoclassico, qusta chiesa svela al suo interno una ricchezza decorativa inaspettata, tanto che viene considerata uno dei gioielli del barocco lombardo a Milano. Edificata nelle forme attuali dall’ordine dei Teatini a partire dal 1584, questo tempio milanese sorge in realtà su un più antico complesso di edifici quattrocenteschi, che comprendevano la chiesa, i chiostri, la torre campanaria ed un ospedale, occupato, già a partire dalla prima metà del Trecento, dall’ordine degli Antoniani. Secondo la tradizione infatti, qui i monaci di Sant’Antonio curavano con un unguento ricavato dal grasso dei maiali il morbo del “fuoco sacro” che in quei tempi lontani mieteva molte vittime (da cui la denominazione popolare della malattia come “fuoco di Sant’Antonio”). Durante il suo terzo viaggio a Milano, tra l’ottobre del 1772 e il marzo del 1773, il 17enne Wolfgang Amadeus Mozart ha composto una serie di quartetti d'archi, detti Milanesi, e il famoso mottetto Exsultate, Jubilate, K 165, che ebbe la prima assoluta proprio nella Chiesa di Sant'Antonio Abate il 17 gennaio 1773.

All'esterno, la chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore sembra una chiesa qualunque. Appena varcata la soglia, ci si rende conto che è uno dei tesori più belli di Milano, tant’è che è stata definita da Vittorio Sgarbi “la Cappella Sistina di Milano”. Alle pareti e sul soffitto è un tripudio di dipinti, stucchi, affreschi che ricoprono ogni spazio, sia nella parte pubblica sia nel Coro delle Monache. Il genius loci è Bernardino Luini, che vi operò con la sua scuola dal 1522 al 1529, ritraendo storie di santi, parabole, episodi della vita di Cristo e biblici. Una straordinaria espressione della pittura rinascimentale lombarda. San Maurizio custodisce inoltre uno strumento musicale prezioso e famoso, l’organo Antegnati: poterlo suonare è il sogno non solo di tutti gli organisti di Milano.

Palazzo Bocconi, dal gennaio 2011 nuova sede del Circolo della Stampa. Vi sono conservati intatti gli ambienti gentilizi creati dall’architetto Antonio Citterio, chiamato nel 1908 dalla famiglia Bocconi, fondatrice dell’omonima Università Luigi Bocconi, a realizzare l’opera, che si affaccia sui giardini di Porta Venezia .

Il Circolo Filologico è la più antica associazione culturale di Milano. Ha sede in un bel palazzo Liberty nel centro storico di Milano, tra la Galleria Vittorio Emanuele e le piazze della Scala, Cordusio e Duomo. Dal 1872 diffonde cultura, lingua e civiltà straniere con un programma vario: corsi di lingue, concerti, eventi, mostre, conferenze, presentazioni. Conserva una biblioteca con oltre 100 mila volumi, alcuni rarissimi o unici. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti da tutto il mondo. Milano ha intitolato vie a 65 suoi soci.

l nome Chiesa Rossa deriva dall'antica chiesa di Santa Maria la Rossa presso la Conca Fallata, che fu prima sede parrocchiale, nota anche come chiesa Rossa e anticamente come Santa Maria ad Fonticulum o Santa Maria di Fonteggio. La sua costruzione iniziò a cura dell'ingegnere Franco Della Porta in stile neoromanico, e fu terminata nel 1932 dall'architetto Giovanni Muzio , che ne influenzò profondamente l'aspetto. Dal 1997 ospita permanentementeUntitled, l'ultima opera dell'artista minimalista Dan Flavin , la cui progettazione, stimolata da una lettera del parroco all'artista, fu completata a distanza due giorni prima della morte dell'autore, avvenuta il 29 novembre 1996. L'opera fu realizzata ed installata solo l'anno successivo grazie all'interessamento del Dia Art Foundation di New York e della Fondazione Prada . L'installazione permanente è costituita da tubi al neon blu e verdi per la navata centrale, rossi per il transetto, oro per l'abside, nel transetto e nell'abside sono anche presenti delle file di neon a luce di Wood.

Il Chiesa di San Celso, nota anche come chiesa di S. Celso e S. Nazazaro e come Santuario di Santa Maria dei Miracoli presso San Celso. Iniziata da Gian Giacomo Dolcebuono e da Giovanni Battagio nel 1493, in pieno Rinascimento per accogliere un'icona miracolosa della Madonna, fu forse inizialmente prevista a pianta centrale, anche se nel proseguimento venne dotata di una navata ed un atrio porticato antistante la facciata. La costruzione fu una delle prime costruzioni pienamente rinascimentali di Milano. La tradizione dice che è stata edificata sul luogo dove Celso e Nazzaro vennero sepolti dopo avere subito il martirio in epoca neroniana e in seguito il 10 maggio 396 vennero rinvenuti da S. Ambrogio, devotissimo dei due santi.